nexthod Nessun commento

Prescrizione dei crediti: come si sviluppa la normativa in materia

Prescrizione dei crediti: le indicazioni dell’ordinamento

La prescrizione dei crediti è un aspetto piuttosto sottovalutato da parte di chi vanta un credito verso un altro soggetto. Il recupero del credito infatti è soggetto a prescrizione. Questo significa che se dopo un determinato periodo di tempo il credito non viene recuperato colui che ne detiene il diritto non può più sfruttarne i suoi aspetti vantaggi. Giova ricordare che la prescrizione è quel mezzo con cui l’ordinamento giuridico ordina l’estinzione di un diritto se esso non viene usufruito entro una certa data.

Il recupero crediti è quell’insieme di tutte le attività che pone in essere colui che detiene il diritto, nei confronti di colui che è obbligato e che hanno come fine quello del recuperare la somma dovuta. Posto che il creditore deve mettere il debitore nelle condizioni di adempiere al debito, se il debitore non vi adempie il creditore può sollecitarlo con le opportune modalità e se non viene soddisfatto può ricorrere alla legge.

Prescrizione dei crediti: differenze tra interruzione e sospensione e come opera la prescrizione

La tempistica di recupero del credito può essere soggetta sia a interruzione che a sospensione. Con l’interruzione della prescrizione dei crediti si riparte da zero, come se non fosse passato del tempo tra la data in cui ci si trova e quella della formazione del credito. La sospensione della prescrizione dei crediti, così come dice il nome, non fa ripartire la tempistica da capo, ma la ferma solamente. Una volta che la sospensione sarà stata revocata il tempo si sommerà a quello già trascorso alla data della sospensione.

la prescrizione è quel mezzo con cui l’ordinamento giuridico ordina l’estinzione di un diritto se esso non viene usufruito entro una certa data

 

Come detto il recupero crediti è regolato dalla legge, anche nei suoi termini prescrittori. Il termine per poter usufruire del diritto è generalmente fissato in 10 anni dal momento in cui il credito viene ad esistere. Si utilizza il calendario standard, sommando quindi anche sabati e domeniche, ma se il termine cade in un giorno festivo slitta al primo giorno successivo non festivo. La prescrizione dei crediti non può essere rilevata d’ufficio: il debitore deve obbligatoriamente contestare attivamente il decorso dei termini. La prescrizione dei crediti può essere soggetta a decorso, cioè può essere temporaneamente stoppata attraverso un atto, notificato al debitore, con il quale il creditore manifesta in modo chiaro ed univoco la propria volontà di recuperare quanto gli è dovuto. Il pagamento del debito ovviamente preclude che vi sia prescrizione.

Prescrizione dei crediti: i termini di prescrizione breve

Ci sono numerosi casi di prescrizione dei crediti breve.

Vengono prescritti in 5 anni

  • Annualità delle rendite perpetue o vitalizie e di pensioni alimentari
  • Rate dei mutui;
  • Corrispettivi delle locazioni;
  • Spese condominiali e per la ristrutturazione di immobili;
  • Assicurazioni;
  • Capitale nominale dei titoli di Stato;
  • Indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro;
  • Bollette per utenze domestiche (luce, gas, acqua, telefono, rifiuti);
  • Diritti che derivano dai rapporti sociali, se la società è iscritta nel registro delle imprese;
  • Dichiarazioni dei redditi, IVA e documentazione allegata;
  • Multe;
  • Interessi su strumenti finanziari;

Vengono prescritti in tre anni:prescrizione-dei-crediti

  • Bollo dell’auto;
  • Retribuzioni per lavori relative a periodi superiori al mese (a partire dalla data di termine del rapporto);
  • Diritto dei notai, per i loro atti svolti nell’esercizio della loro prestazione;
  • Retribuzione delle lezioni da parte degli insegnanti, se queste sono state impartite per più di un mese;
  • Compenso dei professionisti per l’opera prestata e per il rimborso delle spese;

 

Vengono prescritti in un anno:

  • Rette scolastiche;
  • Abbonamenti a palestre, piscine e centri sportivi;
  • Pagamento dei mediatori;
  • Diritti derivanti dal contratto di spedizione e dal contratto di trasporto. Se tuttavia il trasporto avviene fuori d’Europa, la prescrizione è di diciotto mesi.
  • Diritti verso gli esercenti pubblici servizi di linea;
  • Pagamento delle rate di premi assicurativi RC, furto e incendio;
  • Retribuzione delle lezioni da parte degli insegnanti, se queste sono state impartite a mesi o a giorni o a ore;
  • Retribuzioni per lavori relative a periodi inferiori al mese (a partire dalla data di termine del rapporto);
  • Compenso degli ufficiali giudiziari;
  • Valore da pagare ai commercianti per il prezzo dei prodotti venduti e il compenso degli atti compiuti nella loro qualità;
  • Diritto dei commercianti, per il prezzo delle merci vendute a chi non ne fa commercio;
  • Valore da pagare ai farmacisti per i prodotti venduti;

Viene prescritta in sei mesi la retta da pagare agli albergatori.

Prescrizione dei crediti: le prassi corrette da adottare

Nella prescrizione dei crediti bisogna comunque seguire sempre questa semplice regola: non bisogna mai far passare mai troppo tempo tra il momento in cui nasce il credito e quello in cui si richiede il pagamento.

La prescrizione dei crediti può essere soggetta a decorso, cioè può essere temporaneamente stoppata attraverso un atto, notificato al debitore, con il quale il creditore manifesta in modo chiaro ed univoco la propria volontà di recuperare quanto gli è dovuto

Molto importante è che il debitore riceva presso il suo domicilio, anche un giorno prima dalla scadenza del credito, un documento con il quale il creditore richiede il pagamento di quanto dovuto. È in questo momento che entrano in gioco le società di recupero crediti il cui obiettivo è recuperare il valore del credito, possibilmente in via stragiudiziale.

Nexthod Finance offre un servizio di analisi gratuita che in tempi brevi ti permetterà di capire in che modo e con che tempi ti sarà possibile recuperare il tuo credito, velocizzando l’operazione e operando in maniera stragiudiziale

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Oggetto (richiesto)

Il tuo messaggio

 

nexthod Nessun commento

Fideiussione Omnibus: come opera e i suoi rischi

Fideiussione omnibus: i soggetti e le loro responsabilità

Nella fideiussione omnibus, come in qualsiasi fideiussione, operano 3 soggetti:

  • il debitore, che può essere una persona fisica o giuridica,
  • il creditore, generalmente un istituto di credito
  • il fideiussore cioè colui che garantisce.

La fideiussione “omnibus” si configura come una garanzia di tipo personale. Una volta sottoscritta il fideiussore, ovvero colui che da la garanzia, si accolla tutti i debiti, quelli in essere e quelli che si presenteranno in futuro, del debitore. Si distingue dal pegno omnibus per il fatto che i beni dati come garanzia, possono essere utilizzati da chi li riceve come pegno.

La fideiussione “omnibus” si configura come una garanzia di tipo personale

Il fideiussore può inoltre assumersi qualsiasi responsabilità nei confronti del creditore per qualsiasi operazione del debitore. Per questi motivi è detta omnibus, poiché abbraccia debiti esistenti e futuri e copre tutte le responsabilità.

Fideiussione omnibus: vessatorietà e massimale della fideiussione

Per come è strutturata la fideiussione omnibus si presenta piuttosto vessatoria nei confronti del fideiussore. Proprio per evitare questo eccessivo indebitamento la normativa vigente impone che ci sia un tetto massimo, anzi nel caso il tetto massimo della garanzia non sia presente in fase di stipula del contratto questo è nullo. Essendo però l’importo massimale della garanzia liberamente scelto dalle parti questa decisione si è più volte prestata ai comportamenti scorretti delle banche e degli istituti di credito. Un aspetto molto importante da sottolineare è che, nella definizione del massimale, il suo valore deve essere composto sia dal capitale vero e proprio sia dagli interessi da versare nel corso del tempo.fideiussione-omnibus

Le fideiussioni firmate lasciando il foglio in bianco, cioè senza inserire l’importo, sono considerate fideiussioni omnibus. Quindi anche esse non possono esistere in quanto non rispettano il principio della presenza del massimale.

Le fideiussioni omnibus, così come le altre fideiussioni, si trasmettono agli eredi. Questo è stato stabilito per tutelare gli istituti di credito che altrimenti si sarebbero trovati in grossa difficoltà alla scomparsa del fideiussore. L’erede che invece voglia tutelarsi dalle fideiussioni ominibus lasciate in eredità, può percorrere due strade: 

  • Rinuncia all’eredità, e quindi alla fideiussione.
  • Richiede un’eredità con beneficio d’inventario. In questo caso i debiti ereditati possono essere pagati solo ed esclusivamente con i beni ereditati. In questo caso è obbligatorio specificare che, se chi rinuncia ha figli minori, questi subentrano automaticamente con beneficio d’inventario

Fideiussione omnibus: onere della cattiva fede e recessione

La Cassazione con la sentenza Cass. Civ. 12.11.2008 n. 27005, ha stabilito che qualora il limite sia oggettivamente sproporzionato il contratto è nullo. La banca inoltre non può accettare una fideiussione omnibus se il patrimonio del debitore è oggettivamente troppo esiguo per poter prevedere un pagamento del debito. La banca cioè non può accettare fideiussioni omnibus che si concluderanno palesemente con il pagamento della fideiussione da parte del garante.

La banca ha inoltre l’obbligo di verificare, prima della firma del contratto, le reali possibilità di copertura del fideiussore.

L’onere della prova della cattiva fede della banca spetta a chi denuncia il comportamento scorretto, sia esso il debitore o il garante. Se viene accertato che la banca si è comportata in mala fede il garante viene liberato dall’obbligo della fideiussione omnibus.

Se il fideiussore volesse estinguere la fideiussione, per un qualsiasi motivo, deve prestare attenzione al fatto che comunque esso resterà legato al contratto di fideiussione, anche se in misura minore. Il garante deve comunicare il recesso con una raccomandata alla banca. Quando questa raccomandata viene ricevuta è il momento in cui il fideiussore recede a tutti gli effetti dalla fideiussione.

L’onere della prova della cattiva fede della banca spetta a chi denuncia il comportamento scorretto, sia esso il debitore o il garante

Fideiussione Omnibus e usura bancaria

E’ piuttosto comune il caso in cui le pratiche adottate dalle banche siano scorrette e abbiano dei profili di usura bancariaQuesto significa però che egli sarà comunque garante dei debiti in essere al momento della ricezione della raccomandata. Inoltre egli, pur non essendo più garante per debiti futuri, dovrà garantire anche le future obbligazioni che derivano dai debiti in essere al momento della ricezione della raccomandata.

Inoltre la banca, al momento della ricezione della raccomandata, deve fare una scelta: se continuare il rapporto con il debitore, ora non più garantito, o estinguerlo. Questa scelta è del tutto arbitraria da parte della banca, che se ritiene il debitore affidabile continua, ma se non lo ritiene affidabile gli toglie il credito, costringendolo nella grande maggioranza dei casi a restituire da un giorno all’altro quanto dovuto.

L’insidia più grande è comunque quella del fideiussore, poiché come visto resta comunque obbligato anche dopo il recesso e in questo modo può essere costretto a restituire importanti somme di denaro.
 

Nexthod Finance offre un servizio di analisi gratuita che in tempi brevi ti permetterà di capire se hai subito un comportamento scorretto da parte della banca e ti permette di avere delle condizioni contrattuali più favorevoli

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Oggetto (richiesto)

Il tuo messaggio