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Tasso soglia: quando e perchè c’è usura bancaria

Tasso soglia: il rapporto con l’usura oggettiva

La determinazione del tasso soglia è di fondamentale importanza per definire se un contratto finanziario è soggetto ad usura bancaria. L’usura bancaria è stata inizialmente regolata dall’articolo 644 del codice penale e la sua normativa è stata sensibilmente riformulata con la legge 108 del 1996. L’articolo 108 ha ampliato sensibilmente l’ambito dell’usura arricchendo la normativa di un uovo concetto: quello di usura oggettiva.
L’usura è infatti oggettiva quando non dipende dalle circostanze, ma quando vengono superati determinati limiti imposti per legge. Tali limiti sono chiamati tassi soglia. Se i tassi di interesse utilizzati nei contratti bancari superano il valore dei tassi soglia siamo in presenza di usura.

Tasso soglia: le disposizioni del legislatore

Il tasso soglia è quindi un limite massimo e in quanto tale è di fondamentale importanza per qualsiasi perizia econometrica che voglia accertare irregolarità nell’ambito bancario. La loro determinazione diventa quindi molto importante. Ma chi determina i tassi soglia?

L’usura è infatti oggettiva quando non dipende dalle circostanze, ma quando vengono superati determinati limiti imposti per legge. Tali limiti sono chiamati tassi soglia

Essi vengono determinati dalla Banca d’Italia ogni 3 mesi. Le modalità di determinazione dei tassi soglia da parte della banca d’Italia seguono l’evoluzione economica del paese e l’andamento dei tassi nei 3 mesi precedenti in base ai contratti analoghi stipulati dalle banche. Si tiene quindi conto dello storico dei mesi precedenti. I tassi soglia (detti TEGM) vengono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, sul sito della Banca d’Italia e del Ministero delle Finanze.
Fino al 2011 il legislatore ha seguito un orientamento diverso da quello attuale per la determinazione dell’usura in base ai tassi soglia. La normativa infatti faceva riferimento alla rilevazione calcolando il limite nel tasso medio risultante dall’ultima rivelazione pubblica nella Gazzetta Ufficiale, relativamente alla categoria di operazioni di cui fa parte quello specifico tipo di credito (ad esempio la categoria dei mutui), aumentato della metà.
Dal Luglio del 2011 invece il limite è calcolato nel tasso medio risultante dall’ultima rivelazione pubblica nella Gazzetta Ufficiale, relativamente alla categoria di operazioni di cui fa parte quel credito, aumentato di un quarto più quattro punti percentuali.

Sempre secondo la nuova normativa non ci possono essere più di otto punti percentuali di differenza tra il limite e il tasso medio.

Tasso soglia: la modalità di determinazione

La modalità di determinazione del tasso soglia è la seguente:
La Banca d’Italia si fa rilasciare una documentazione dettagliata dalle banche sui loro tassi applicati e in base a questi determina il tasso medio. Una volta analizzata la documentazione e calcolato il TEGM lo rende noto. A questo tasso viene, in fase di determinazione, aggiunto un valore di ¼ + il 4%. tasso soglia
Si ottiene così un nuovo tasso. Se la differenza è minore di 8, il tasso soglia è quello individuato sommando ¼ + 4%, se invece è maggiore di 8 il tasso soglia si calcola semplicemente aumentando di 8 punti il TEGM.
È facile intuire come la modifica normativa sia stata in favore delle banche, le quali hanno visto alzarsi il tasso soglia nella maggior parte dei casi e quindi numerosi contratti che prima erano passibili di usura bancaria successivamente non lo sono stati più. Con la nuova normativa entrata in vigore nel 2011 infatti se i tassi medi sono bassi, la soglia di usurarietà diventa piuttosto alta. Servono quindi alte percentuali di tasso per rendere un contratto bancario usurario. Man mano che i tassi medi si alzano, la soglia si assottiglia sempre di più facendo in modo che anche per tassi percentuali più bassi ci sia usurarietà.

Tasso soglia: misurazione dei tassi e usura

Per misurare i tassi soglia vengono computate tutte le spese, tranne quelle fiscali: remunerazioni degli intermediari, commissioni e spese varie. Sempre che queste siano riferibili al contratto finanziario in essere.

Se la differenza è minore di 8, il tasso soglia è quello individuato sommando ¼ + 4%, se invece è maggiore di 8 il tasso soglia si calcola semplicemente aumentando di 8 punti il TEGM.

Ma l’usura non si nasconde solo in una sproporzionata determinazione dei tassi. Essa può essere anche data da una mancata connessione con la richiesta dei tassi e la situazione economica del soggetto richiedente. In poche parole questo significa che se il soggetto passivo ha difficoltà finanziarie nella determinazione dei tassi si deve tener conto di questa situazione. Quindi anche se i tassi non superano quelli soglia, qualora nella loro determinazioni non si sia tenuto conto delle problematiche economiche del soggetto e risultino troppo alti, questi sono usurari.

Facciamo un esempio di calcolo del tasso soglia.
Per un mutuo il TEGM è del 10%. Se lo aumentiamo di un quarto diventa 12,5%. A questo sommiamo altri 4 punti ottenendo così 16,5%. Essendo 16,5%-10%=6,5% e quindi inferiore al limite dell’8%, il 16,6% sarà il tasso soglia. Se invece avessimo avuto un tasso del 20%, avremmo ottenuto: 20%+5%+4%=29%. Essendo 29% maggiore di 8 punto rispetto al 20% del TEGM il tasso soglia è del 28%.

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Usura bancaria: la normativa e i vari tipi di usura

Che cos’è l’usura bancaria e le differenze tra usura oggettiva e soggettiva

L’usura bancaria è introdotta nel nostro ordinamento giuridico come fattispecie normativa dall’Art. 644 del Codice Penale.

Il reato di usura bancaria è stato per anni considerato un reato di secondo piano, ma ad un certo punto i numeri relativi all’usura bancaria diventarono così elevati che il legislatore dovette per forza provvedere a una regolamentazione del fenomeno.

L’usura bancaria è strettamente legata ai tassi soglia. Nel 1996 viene approvata la legge 108/96 che equipara l’istituto di credito che commette usura all’usuraio. Questa riforma si dimostra epocale e cambia completamente il modo di agire delle banche e i rapporti tra correntisti e banche. La legge 108/96 fa in modo che l’istituto risponda alle stesse pene alle quali risponde un comune usuraio. In tal caso dovrà restituire le somme indebitamente sottratte.

Il legislatore dovette per forza provvedere a una regolamentazione del fenomeno.

 

Usura Bancaria: tassi soglia e calcolo del TAEG

La legge quindi sancisce che c’è qualcosa a cui si fa riferimento per capire se la banca commette usura. A cosa si fa riferimento ? Ai tassi soglia pubblicati trimestralmente dalla banca d’Italia in relazione alle diverse categorie di finanziamento. Ad esempio poniamo che la Banca d’Italia abbia fissato per un trimestre un tasso soglia massimo del 10% per un affidamento in conto corrente. Quando analizziamo il conto corrente per il calcolo del TAEG applicato dalla banca sommiamo gli interessi pagati, le spese, le commissioni e tutti gli altri oneri correlati alla erogazione del credito. Se la somma di queste componenti supera il tasso soglia di riferimento la banca sta commettendo usura. Questo tipo di usura è detta usura soggettiva.

Fino al 2011 la banche potevano usufruire di un ulteriore elemento a loro favore: l’errore contabile. Tale errore contabile era fissato al 50%, il che portava, nel nostro esempio di TAEG al 10%, il tasso soglia al 15%. Se le banche restano tra il 10 e il 15% l’usura è soggettiva, se invece il TAEG delle banche supera anche l’errore contabile, l’usura diventa oggettiva e si rientra nel penale.

Usura Bancaria: Gli adeguamenti dell’ordinamento dopo il 2011

usura-bancariaA seguito delle richieste della Comunità Europea l’Italia dopo il 2011 ha deciso di abbassare al 25% il valore dell’errore contabile. Per  abbassare il valore dell’errore contabile, i banchieri italiani hanno richiesto, ed ottenuto, di aumentare il TAEG di 4 punti base. Nel nostro esempio quindi il limite del TEAG è di: 10% + 2,5% + 4%. Il limite si è quindi addirittura alzato al 16,5%. Il nuovo dato è più alto. Le banche italiane, fiutando l’affare, hanno chiesto addirittura la retroattività della regola in modo da far pagare ancora maggiori interessi per i rapporti in essere da prima del 2011. La Cassazione fortunatamente però ha deciso di negare la retroattività.

 

Usura bancaria: Usura Originaria.

In relazione agli interessi, in materia di Usura Bancaria, sono state individuate due tipologie di usura: usura originaria e sopravvenuta.
Nell’usura bancaria originaria  sono usurari gli interessi soverchianti le normative della legge relativamente ai limiti, quando questi sono stati promessi o pattuiti a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento.
Quindi per la determinazione dell’usurarietà bancaria dei tassibisogna fare riferimento al momento della sottoscrizione del contratto. Se il tasso soglia è violato si applica l’art. 1815 secondo comma c.c. che sancisce la nullità della relativa clausola e la conseguente non debenza di alcun interesse da parte del cliente: il prestito concesso diventa in sostanza a titolo gratuito e il cliente può agire per la ripetizione di tutte le somme versate a titolo di interessi, spese e competenze.

Per la determinazione dell’usurarietà bancaria dei tassi occorre fare riferimento al momento della sottoscrizione del contratto

 

Usura bancaria: Usura Sopravvenuta

L’usura bancaria sopravvenuta, invece, si verifica quando il contratto prevede un tasso di interesse non usurario al momento della stipula (perché stipulato prima della L. 108/1996 o perché conforme al tasso soglia vigente in quel momento), ma che è divenuto tale nel corso del rapporto a seguito della variazione dei tassi soglia di cui ai citati decreti ministeriali o per le mutate condizioni contrattuali. È molto discusso in letteratura e nella giurisprudenza bancaria se sia ipotizzabile tale usura sopravvenuta, essendo per alcuni da valutare solo il momento di pattuizione del tasso. Ove si ammetta la ricorrenza di tale ipotesi di usura bancaria sopravvenuta, generalmente si indica che sorgerebbe un mero obbligo di rideterminazione degli interessi entro i limiti della soglia e la conseguente inopponibilità al cliente soltanto della misura dei tassi eccedente tale limite: sostanzialmente il cliente avrebbe diritto alla restituzione soltanto della differenza tra il tasso applicato e il tasso soglia e solo per il periodo di superamento.
Ad oggi l’usura bancaria rappresenta il 10% del valore di tutta l’usura italiana e la sua valutazione è superiore ai 2 Miliardi di Euro.

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