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Costo bonifico bancario: quali sono e come vengono applicati i costi

Costo Bonifico Bancario: le caratteristiche del bonifico

Il bonifico bancario è diventato oggi un’operazione naturale e giornaliera per milioni di persone . Questo perché è nel tempo diventata un’operazione semplice, superando le difficoltà che all’inizio avevano creato diffidenza in molti correntisti bancari. Il bonifico bancario serve a trasferire una somma di denaro su di un conto corrente. Il beneficiario in pochi giorni vedrà accreditata la somma sul suo conto.

Il bonifico bancario è puramente un’operazione contabile, e per questo necessita di IBAN e BIC del ricevente, e viene sempre associato a un numero identificativo che viene chiamato “Cro”.

Costo del bonifico bancario: Come avviene l’operazione di bonifico

Spesso però c’è un costo del bonifico bancario. Questo costo del bonifico bancario può essere più o meno evidente e spesso gravare in modo piuttosto pesante su ogni operazione di bonifico. È utile ricordare che il costo del bonifico bancario è sempre a carico di chi effettua il bonifico

L’operazione di bonifico può avvenire sia trasferendo la somma da un conto ad un altro, sia versando i contanti alla banca del beneficiario che poi provvederà ad accreditarli sul suo conto corrente.

Il bonifico bancario è puramente un’operazione contabile, e per questo necessita di IBAN e BIC del ricevente, e viene sempre associato a un numero identificativo che viene chiamato “Cro”.

Nel primo caso si può fare sia fisicamente allo sportello, sia online. In quest’ultimo modo si deve accedere al proprio conto tramite nome utente e password, procedere all’operazione e inserire il codice per rendere operativo il trasferimento.

Nel secondo si compila un modulo con i dati personali e bancari del beneficiario, questo viene girato all’addetto,che una volta controllati i dati, provvede al bonifico.

Le diverse operazioni hanno anche un diverso costo del bonifico bancario. Nel caso del bonifico online i costi sono prossimi allo zero. Si fa tutto da casa, senza muoversi e senza andare alla banca e quindi servendosi dell’impiegato, il cui lavoro ha un costo. Inoltre il bonifico online permette di non avere un costo del bonifico bancario anche in termini cartacei, o di bolli vari, perchè viene fatto tutto in via telematica.  È evidente che attuare l’operazione allo sportello abbia un costo del bonifico bancario molto maggiore rispetto all’operazione online.

Costo del bonifico bancario: le discriminati che incidono sul costo

Ma quanto costa in realtà fare un bonifico bancario? Non è possibile dare una risposta certa. Questo perchè in primis i costi rientranti nella macro-categaoria del costo del bonifico bancario sono in continua evoluzione.

Le discriminanti che incidono sul costo sono varie:

  • Bonifico tra due banche operanti nello stesso paese: un bonifico tra due banche italiane ha meno costi, perché, ad esempio, non avvengono operazioni di cambio, oppure perché le regole bancarie sono le stesse, mentre in altri paesi per quanto riguarda i bonifici potrebbero esserci altre disposizioni che aumentano il costo del bonifico bancario. In genere per bonifici esteri il costo del bonifico bancario non è mai inferiore ai 5 euro e non impiega mai meno di 7 giorni per essere accreditato.
  • Bonifico online o allo sportello: come detto sopra se il bonifico è online ha molti meno costi.
  • Bonifico fatto tra due correntisti della stessa banca: le banche favoriscono, per motivi di minori costi e per motivi di marketing, i bonifici tra conti a loro appartenenti. Non devono produrre documentazioni facoltative e più abbassano i costi del bonifico bancario, maggiormente possono fare in modo da attirare nuovi clienti.
    costo bonifico bancario
  • Bonifico bancario di importo elevato: Maggiore è la somma da accreditare, maggiori sono i costi per chi effettua il bonifico. Teoricamente per bonifici inferiori a 5000 euro fatti tra banche dell’area SEPA le banche possono anche non richiedere costi
  • Bonifico urgente: può capitare che venga richiesto alla banca di effettuare un bonifico urgente, cioè la somma deve essere accreditata sul conto del beneficiario in tempi maggiormente ristretti rispetto alle normali operazioni di bonifico.
  • Bonifico periodico: se l’operazione avviene in modo ricorrente, spesso si può ottenere una diminuzione  del costo del bonifico bancario usufruendo di sconti da parte della banca.

 

Costo del bonifico bancario: quanto incide il bonifico

È quindi molto difficile individuare con certezza un preciso costo del bonifico bancario in Italia. Il range nel quale ci si muove è generalmente tra 1,50 e 3 euro. Ma non mancano eccezioni alla regola. Alcune banche per i bonifici online non richiedono costi. Altre arrivano anche a chiederne 10 per operazioni particolarmente complesse o onerose.

Nel caso del bonifico online si deve accedere al proprio conto tramite nome utente e password, procedere all’operazione e inserire il codice per rendere operativo il trasferimento.

Le banche utilizzano ormai i costi dei bonifici bancari come una vera e propria fonte di reddito. Il calo dei tassi e quindi un minore valore delle entrate per gli intermediari ha portato le banche a richiedere sempre maggiori commissioni. Spesso inoltre mancano di dare una corretta e preventiva comunicazione dei costi del bonifico bancario e soprattutto del perché questi costi vengono applicati.

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Arbitrato bancario: funzioni e caratteristiche dell’ABF

Arbitrato bancario: la funzione dell’ABF

L’arbitrato bancario è l’attività svolta dall’ABF.
La Funzione dell’arbitro bancario e finanziario, consiste nella risoluzione stragiudiziale delle controversie bancarie. L’arbitrato bancario è quindi una modalità di risoluzione del contenzioso molto più veloce ed economica perché non prevede il ricorso al giudice.

La velocità dell’arbitrato bancario consiste nel fatto che l’ABF deve esprimersi sulla controversia in cui è chiamato a pronunciarsi “teoricamente” entro pochi mesi. Anche se il suo parere non è vincolante, di fatto, nella stragrande maggioranza dei casi lo è. Le sue decisioni vengono rispettate da quasi tutti gli intermediari finanziari/bancari, in quanto in caso contrario, tale tipo di comportamento viene censurato con la pubblicazione dell’inadempimento sul sito dell’ABF.

l’ABF deve esprimersi sulla controversia in cui è chiamato a pronunciarsi “teoricamente” entro pochi mesi, ed anche se il suo parere non è vincolante, di fatto, nella stragrande maggioranza dei casi lo è

Il cliente può rivolgersi all’Arbitro Bancario e Finanziario solo dopo che ha informato preliminarmente l’intermediario finanziario e/o bancario della sua problematica, rappresentandogli le sue ragioni, lamentele e/o altro, e solo successivamente può presentare ricorso all’arbitro bancario.

Arbitrato bancario: L’iter e la tempistica

Utilizzare l’Arbitrato bancario e finanziario da parte del cliente è dunque il passo successivo al mancato accordo con la banca. La tempistica del ricorso all’arbitrato bancario è la seguente: il cliente si rivolge all’intermediario presentando il suo reclamo. L’intermediario ha 30 giorni per rispondere dalla data di ricezione del reclamo. Se il cliente non è soddisfatto della risposta e/o non riceve alcuna risposta al reclamo presentato, si rivolge all’arbitrato bancario. Presentato il ricorso all’Arbitro e trasmesso copia dello stesso all’intermediario, questi ha 45 giorni di tempo per inviare le proprie controdeduzioni all’Arbitro.
Dal ricevimento delle controdeduzioni entro 120 giorni l’arbitro bancario dovrebbe pronunciarsi con propria decisione in merito alla controversia in questione. La tempistica riportata non è mai nella pratica rispettata in quanto i notevoli flussi di pratiche cui gli Uffici dell’Arbitro bancario sono sottoposti fanno sì che tali tempi non vengono mai rispettati. In alcuni Collegi quali Milano la tempistica attuale per decisioni di Arbitrato bancario interessa orizzonti temporali superiori all’anno. Per gli altri collegi di Roma e Napoli stiamo parlando di tempi di un lasso di tempo di poco inferiore all’anno.arbitrato bancario
La decisione dell’Arbitrato bancario non è vincolante per il cliente in quanto egli non ritenendosi soddisfatto della decisione dell’ABF può ricorrere alla via giudiziale.

L’arbitrato bancario: ambito e costi

L’arbitrato bancario può decidere solo per contenziosi relativi a contratti posti in essere dopo il 01 Gennaio 2009 e che non superino i 100.000 Euro. Su quelli che superano i 100.000 euro ma solo sulle questioni di diritto e di facoltà. Sui contenziosi relativi a contratti precedenti al 2009 non ha giurisdizione.
L’arbitrato bancario decide su vari tipi di contenzioso:
• quelli relativi a servizi e attività di investimento come la compravendita di strumenti finanziari
• quelli relativi beni o servizi diversi da quelli bancari e finanziari, come leasing, factoring o credito al consumo

Il costo delle spese della richiesta di decisione di arbitrato bancario e finanziario è di 20 Euro, eventualmente pagato dall’intermediario se l’ABF decide a favore del cliente.

L’arbitrato bancario: gli intermediari, le sedi e cosa succede dopo la decisione

Non tutti gli intermediari però sono soggetti alle decisioni dell’arbitrato. Quelli che vi aderiscono sono:

  • Banche;
  • Intermediari iscritti negli elenchi previsti dagli articoli 106 e 107 del Testo Unico Bancario;
  • Istituti di Moneta Elettronica operanti sul territorio nazionale;
  • Poste Italiane;
  • Banche e gli istituti stranieri che operano sul territorio nazionale.

Le decisioni dell’arbitrato bancario quindi non riguardano gli intermediari esteri.

La sede competente a giudicare è quella dove hanno la residenza i clienti che intendono presentare ricorso all’Arbitro.

Il costo delle spese della richiesta di decisione davanti all’arbitrato bancario e finanziario è di 20 Euro, eventualmente pagato dall’intermediario se l’ABF decide a favore del cliente.

Il territorio italiano è quindi diviso in 3 zone: Nord, Centro e Sud e per queste zone, rispettivamente l’arbitrato si trova a Milano, Roma e Napoli, con l’ABF di Roma che deve anche decidere sui cittadini residenti in stati esteri.

Cosa succede dopo la decisione dell’arbitrato bancario?
Se la decisione è, anche solo in parte, a favore del ricorrente questi viene rimborsato dall’intermediario delle spese sostenute. Entro un mese deve essere comunicata al ricorrente la decisione e le sua motivazioni da parte della segreteria.

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Fideiussione Omnibus: come opera e i suoi rischi

Fideiussione omnibus: i soggetti e le loro responsabilità

Nella fideiussione omnibus, come in qualsiasi fideiussione, operano 3 soggetti:

  • il debitore, che può essere una persona fisica o giuridica,
  • il creditore, generalmente un istituto di credito
  • il fideiussore cioè colui che garantisce.

La fideiussione “omnibus” si configura come una garanzia di tipo personale. Una volta sottoscritta il fideiussore, ovvero colui che da la garanzia, si accolla tutti i debiti, quelli in essere e quelli che si presenteranno in futuro, del debitore. Si distingue dal pegno omnibus per il fatto che i beni dati come garanzia, possono essere utilizzati da chi li riceve come pegno.

La fideiussione “omnibus” si configura come una garanzia di tipo personale

Il fideiussore può inoltre assumersi qualsiasi responsabilità nei confronti del creditore per qualsiasi operazione del debitore. Per questi motivi è detta omnibus, poiché abbraccia debiti esistenti e futuri e copre tutte le responsabilità.

Fideiussione omnibus: vessatorietà e massimale della fideiussione

Per come è strutturata la fideiussione omnibus si presenta piuttosto vessatoria nei confronti del fideiussore. Proprio per evitare questo eccessivo indebitamento la normativa vigente impone che ci sia un tetto massimo, anzi nel caso il tetto massimo della garanzia non sia presente in fase di stipula del contratto questo è nullo. Essendo però l’importo massimale della garanzia liberamente scelto dalle parti questa decisione si è più volte prestata ai comportamenti scorretti delle banche e degli istituti di credito. Un aspetto molto importante da sottolineare è che, nella definizione del massimale, il suo valore deve essere composto sia dal capitale vero e proprio sia dagli interessi da versare nel corso del tempo.fideiussione-omnibus

Le fideiussioni firmate lasciando il foglio in bianco, cioè senza inserire l’importo, sono considerate fideiussioni omnibus. Quindi anche esse non possono esistere in quanto non rispettano il principio della presenza del massimale.

Le fideiussioni omnibus, così come le altre fideiussioni, si trasmettono agli eredi. Questo è stato stabilito per tutelare gli istituti di credito che altrimenti si sarebbero trovati in grossa difficoltà alla scomparsa del fideiussore. L’erede che invece voglia tutelarsi dalle fideiussioni ominibus lasciate in eredità, può percorrere due strade: 

  • Rinuncia all’eredità, e quindi alla fideiussione.
  • Richiede un’eredità con beneficio d’inventario. In questo caso i debiti ereditati possono essere pagati solo ed esclusivamente con i beni ereditati. In questo caso è obbligatorio specificare che, se chi rinuncia ha figli minori, questi subentrano automaticamente con beneficio d’inventario

Fideiussione omnibus: onere della cattiva fede e recessione

La Cassazione con la sentenza Cass. Civ. 12.11.2008 n. 27005, ha stabilito che qualora il limite sia oggettivamente sproporzionato il contratto è nullo. La banca inoltre non può accettare una fideiussione omnibus se il patrimonio del debitore è oggettivamente troppo esiguo per poter prevedere un pagamento del debito. La banca cioè non può accettare fideiussioni omnibus che si concluderanno palesemente con il pagamento della fideiussione da parte del garante.

La banca ha inoltre l’obbligo di verificare, prima della firma del contratto, le reali possibilità di copertura del fideiussore.

L’onere della prova della cattiva fede della banca spetta a chi denuncia il comportamento scorretto, sia esso il debitore o il garante. Se viene accertato che la banca si è comportata in mala fede il garante viene liberato dall’obbligo della fideiussione omnibus.

Se il fideiussore volesse estinguere la fideiussione, per un qualsiasi motivo, deve prestare attenzione al fatto che comunque esso resterà legato al contratto di fideiussione, anche se in misura minore. Il garante deve comunicare il recesso con una raccomandata alla banca. Quando questa raccomandata viene ricevuta è il momento in cui il fideiussore recede a tutti gli effetti dalla fideiussione.

L’onere della prova della cattiva fede della banca spetta a chi denuncia il comportamento scorretto, sia esso il debitore o il garante

Fideiussione Omnibus e usura bancaria

E’ piuttosto comune il caso in cui le pratiche adottate dalle banche siano scorrette e abbiano dei profili di usura bancariaQuesto significa però che egli sarà comunque garante dei debiti in essere al momento della ricezione della raccomandata. Inoltre egli, pur non essendo più garante per debiti futuri, dovrà garantire anche le future obbligazioni che derivano dai debiti in essere al momento della ricezione della raccomandata.

Inoltre la banca, al momento della ricezione della raccomandata, deve fare una scelta: se continuare il rapporto con il debitore, ora non più garantito, o estinguerlo. Questa scelta è del tutto arbitraria da parte della banca, che se ritiene il debitore affidabile continua, ma se non lo ritiene affidabile gli toglie il credito, costringendolo nella grande maggioranza dei casi a restituire da un giorno all’altro quanto dovuto.

L’insidia più grande è comunque quella del fideiussore, poiché come visto resta comunque obbligato anche dopo il recesso e in questo modo può essere costretto a restituire importanti somme di denaro.
 

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Revoca del fido bancario: proteggersi dalle scorrettezze delle banche

Revoca del fido bancario: le valutazioni e la revoca unilaterale

La revoca del fido bancario può essere una grande fonte di problemi per chi ha in essere questo tipo di contratto con la propria banca. Attraverso il fido bancario la banca concede al cliente, per un periodo, la possibilità di avere uno scoperto di conto corrente, cioè, come viene comunemente detto, che il suo conto può andare in “rosso” per un determinato lasso di tempo.
La banca si riserva di rivalutare periodicamente lo scoperto e/o di modificarlo, diminuendo l’importo e/o la durata, in base all’andamento nel tempo del conto corrente. Può quindi anche decidere di revocare il fido bancario in modo unilaterale. Nel caso in cui il contratto di fido bancario è a termine la banca può decidere di chiuderlo solo se è presente un giustificato motivo, notificando la sua volontà al cliente due settimane prima della data di rescissione. Se invece il contratto è a tempo indeterminato può recedere in qualsiasi momento dando un preavviso minimo, anche di un solo giorno. Nella revoca del fido bancario il preavviso deve essere adempiuto obbligatoriamente dalla banca, poiché se c’è la recessione senza preavviso questo è illegittimo, ma è ovvio come un imprenditore o un semplice cittadino che si trovi da un giorno all’altro a dover restituire il suo debito con la banca possa trovarsi in grande difficoltà.

Nella revoca del fido bancario il preavviso deve essere adempiuto obbligatoriamente dalla banca

Revoca del fido bancario: L’abuso del diritto di revoca

In fase di revoca del fido bancario molto spesso la banca inoltre abusa del suo diritto di revoca. La revoca del fido bancario è stata dichiarata illegittima se non ci sono delle motivazioni valide per essere effettuata. I giudici della Cassazione hanno infatti deciso che se la revoca del fido è fatta in modo unilaterale, in modo arbitrario e senza che ci siano state precedentemente avvisi o comunicazioni al cliente la revoca è illegittima.
Spesso la banca giustifica questa improvvisa revoca del fido con le mutate condizioni economiche. Un accordo che anni addietro era stato stipulato in un periodo economicamente florido, non potrebbe più essere conveniente ad oggi in un periodo di crisi. Questa è la giustificazione più ricorrente delle banche. Ma questa giustificazione è totalmente irregolare.
Come fa allora la banca a tutelarsi giuridicamente quando adotta questi comportamenti scorretti? Fa firmare ai suoi clienti delle clausole di cui essi spesso neanche conoscono l’esistenza o il significato.

Revoca del fido bancario: i comportamenti scorretti delle banche

Sono vari i comportamenti scorretti che adottano le banche quando decidono di revocare un fido bancario. Tutti o quasi nascono dalla loro posizione di superiorità nei confronti di un cliente spesso in difficoltà economico/finanziarie e dalla loro maggior conoscenza della normativa.
Prima di procedere alla revoca del fido vera e propria per prima cosa le banche fanno riconoscere il debito: costringono il correntista a firmare un accordo con il quale questi riconosce il debito nei confronti della banca. Questo accordo nella stragrande maggioranza dei casi nasce da perizie di parte della banca, che tende sempre a sovrastimare il debito.
Una volta che il correntista ha riconosciuto che deve delle somme alla banca scatta il piano di rientro del debito. Esso consiste principalmente in due forme. Si fanno firmare delle cambiali al correntista. Oppure si fa firmare un mutuo ipotecario per estinguere il debito. Ovviamente gli interessi che maturano sul debito sono soggetti ad anatocismo. revoca-del-fido-bancario
Il piano di rientro del debito viene spesso affiancato da richieste di garanzie. Questa è una pratica illegale in quanto a norma di legge non si possono richiedere garanzie in forma di assegni post datati, fideiussioni o effetti. Sovente a questa vera e propria estorsione viene affiancata anche un’attività di intimidazione verso il correntista con telefonate o lettere minacciose che lo costringono in una situazione psicologica di difficoltà.

Revoca del fido bancario: Come tutelarsi in caso di pratiche scorrette

È buona norma, sin dal momento in cui la banca rende edotto il correntista con l’avviso di revoca del fido bancario, affidarsi a un esperto che conosca la normativa bancaria e possa tutelare il suo cliente. In questa fase non bisogna assolutamente firmare i documenti che presenta la banca e tantomeno arrivare ad accordi di qualsiasi genere.

È buona norma affidarsi a un esperto che conosca la normativa bancaria e possa tutelare il suo cliente

E’ anzi piuttosto comune il caso in cui le pratiche adottate dalle banche siano scorrette e abbiano dei profili di usura bancaria. L’esperto attua una verifica del conto corrente, controllando la leggitimità della revoca del fido bancario e la presenza di anomalie bancarie. Molto spesso è necessario ricorrere all’ABF(arbitro bancario e finanziario) per sospendere la revoca. Inoltre si possono chiedere i danni, dopo aver prodotto un’idonea perizia che attesti l’illegittimo recesso della banca e che contesti il presunto credito richiesto da questa.

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Usura bancaria: la normativa e i vari tipi di usura

Che cos’è l’usura bancaria e le differenze tra usura oggettiva e soggettiva

L’usura bancaria è introdotta nel nostro ordinamento giuridico come fattispecie normativa dall’Art. 644 del Codice Penale.

Il reato di usura bancaria è stato per anni considerato un reato di secondo piano, ma ad un certo punto i numeri relativi all’usura bancaria diventarono così elevati che il legislatore dovette per forza provvedere a una regolamentazione del fenomeno.

L’usura bancaria è strettamente legata ai tassi soglia. Nel 1996 viene approvata la legge 108/96 che equipara l’istituto di credito che commette usura all’usuraio. Questa riforma si dimostra epocale e cambia completamente il modo di agire delle banche e i rapporti tra correntisti e banche. La legge 108/96 fa in modo che l’istituto risponda alle stesse pene alle quali risponde un comune usuraio. In tal caso dovrà restituire le somme indebitamente sottratte.

Il legislatore dovette per forza provvedere a una regolamentazione del fenomeno.

 

Usura Bancaria: tassi soglia e calcolo del TAEG

La legge quindi sancisce che c’è qualcosa a cui si fa riferimento per capire se la banca commette usura. A cosa si fa riferimento ? Ai tassi soglia pubblicati trimestralmente dalla banca d’Italia in relazione alle diverse categorie di finanziamento. Ad esempio poniamo che la Banca d’Italia abbia fissato per un trimestre un tasso soglia massimo del 10% per un affidamento in conto corrente. Quando analizziamo il conto corrente per il calcolo del TAEG applicato dalla banca sommiamo gli interessi pagati, le spese, le commissioni e tutti gli altri oneri correlati alla erogazione del credito. Se la somma di queste componenti supera il tasso soglia di riferimento la banca sta commettendo usura. Questo tipo di usura è detta usura soggettiva.

Fino al 2011 la banche potevano usufruire di un ulteriore elemento a loro favore: l’errore contabile. Tale errore contabile era fissato al 50%, il che portava, nel nostro esempio di TAEG al 10%, il tasso soglia al 15%. Se le banche restano tra il 10 e il 15% l’usura è soggettiva, se invece il TAEG delle banche supera anche l’errore contabile, l’usura diventa oggettiva e si rientra nel penale.

Usura Bancaria: Gli adeguamenti dell’ordinamento dopo il 2011

usura-bancariaA seguito delle richieste della Comunità Europea l’Italia dopo il 2011 ha deciso di abbassare al 25% il valore dell’errore contabile. Per  abbassare il valore dell’errore contabile, i banchieri italiani hanno richiesto, ed ottenuto, di aumentare il TAEG di 4 punti base. Nel nostro esempio quindi il limite del TEAG è di: 10% + 2,5% + 4%. Il limite si è quindi addirittura alzato al 16,5%. Il nuovo dato è più alto. Le banche italiane, fiutando l’affare, hanno chiesto addirittura la retroattività della regola in modo da far pagare ancora maggiori interessi per i rapporti in essere da prima del 2011. La Cassazione fortunatamente però ha deciso di negare la retroattività.

 

Usura bancaria: Usura Originaria.

In relazione agli interessi, in materia di Usura Bancaria, sono state individuate due tipologie di usura: usura originaria e sopravvenuta.
Nell’usura bancaria originaria  sono usurari gli interessi soverchianti le normative della legge relativamente ai limiti, quando questi sono stati promessi o pattuiti a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento.
Quindi per la determinazione dell’usurarietà bancaria dei tassibisogna fare riferimento al momento della sottoscrizione del contratto. Se il tasso soglia è violato si applica l’art. 1815 secondo comma c.c. che sancisce la nullità della relativa clausola e la conseguente non debenza di alcun interesse da parte del cliente: il prestito concesso diventa in sostanza a titolo gratuito e il cliente può agire per la ripetizione di tutte le somme versate a titolo di interessi, spese e competenze.

Per la determinazione dell’usurarietà bancaria dei tassi occorre fare riferimento al momento della sottoscrizione del contratto

 

Usura bancaria: Usura Sopravvenuta

L’usura bancaria sopravvenuta, invece, si verifica quando il contratto prevede un tasso di interesse non usurario al momento della stipula (perché stipulato prima della L. 108/1996 o perché conforme al tasso soglia vigente in quel momento), ma che è divenuto tale nel corso del rapporto a seguito della variazione dei tassi soglia di cui ai citati decreti ministeriali o per le mutate condizioni contrattuali. È molto discusso in letteratura e nella giurisprudenza bancaria se sia ipotizzabile tale usura sopravvenuta, essendo per alcuni da valutare solo il momento di pattuizione del tasso. Ove si ammetta la ricorrenza di tale ipotesi di usura bancaria sopravvenuta, generalmente si indica che sorgerebbe un mero obbligo di rideterminazione degli interessi entro i limiti della soglia e la conseguente inopponibilità al cliente soltanto della misura dei tassi eccedente tale limite: sostanzialmente il cliente avrebbe diritto alla restituzione soltanto della differenza tra il tasso applicato e il tasso soglia e solo per il periodo di superamento.
Ad oggi l’usura bancaria rappresenta il 10% del valore di tutta l’usura italiana e la sua valutazione è superiore ai 2 Miliardi di Euro.

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Anomalie Finanziarie: quali sono e come tutelarsi

Anomalie finanziarie: Un reato dal quale è necessario tutelarsi

Sempre maggiore è la necessità di un controllo e un reporting relativamente alle anomalie finanziarie. In particolare conti bancarimutui e leasing, oltre ai derivati sono alcuni degli strumenti per cui vi è un alto livello di attenzione, essendo dei contratti complessi e che richiedono una grande conoscenza della materia per poter essere analizzati in tutti i loro aspetti

Spesso si configura da parte delle banche e degli istituti di credito un vero e proprio abuso ai danni dei titolari di conto corrente, dei mutuatari, di chi ha un contratto derivato. Si possono configurare numerosi reati in materia, sia nel campo della giustizia civile che penale.

Le anomalie finanziarie sono diventate una fortissima forma di vessazione a carico della controparte debole, tanto da aver portato a coniare il termine, diffusissimo oggi, di “signoraggio bancario”. Questo termine è diventato tristemente famoso e con signoraggio bancario si tende a identificare un pò tutte le anomalie finanziarie, ma esse si possono configurare in modi diversi.

Esiste un vero e proprio abuso ai danni di mutuatari, correntisti e investitori.

Una attenta analisi dei rapporti bancari e dei conti correnti ha portato alla recentemente alla scoperta che l’80% delle aziende sono vittime di gravi anomalie finanziarie da parte delle banche. Se consideriamo che in Italia le imprese sono più di 4 milioni si può facilmente capire l’enorme portata del valore delle anomalie finanziarie.  Spesso le irregolarità finanziarie arrivano a soffocare totalmente le aziende, portandole in numerosi casi alla chiusura definitiva. Le banche si servono di decreti ingiuntivi, revoche di fido e pignoramenti in modo indiscriminato mettendo in ginocchio le aziende e le famiglie collegate a d esse. Fortunatamente secondo dati provenienti dalle istituzioni finanziarie, in primis dalla banca d’Italia,  sono sempre maggiori le segnalazioni di irregolarità finanziarie a carico della banche e degli istituti finanziari,segno questo dell’inizio della presa di coscienza di questo problema da parte dei privati cittadini. Sono migliaia le cause che annualmente vengono intentate nei confronti delle banche per poter ottenere giustizia.

 

Anomalie finanziarie: asimmetria informativa e irregolarità delle banche

La distanza tra gli istituti di credito e i cittadini è sempre stata percepita come profonda, ed oggi è percepita come un vero e proprio abisso tra due diverse realtà. Il rapporto non è paritario perché le banche possono contare su una grande organizzazione, un potere fortissimo e delle conoscenze molto approfondite in materia. Dall’altra parte l’azienda o il privato cittadino sono spesso totalmente all’oscuro delle tecniche e dei metodi illegali utilizzati dagli istituti di credito. Si parla quindi di asimmetria informativa, una delle condizioni più comuni che portano alle anomalie finanziarie. Questa tipologia di asimmetria informativa è da parte del cliente, si basa quindi sul fatto che egli non ha le capacità per poter valutare fin nei minimi particolari e in modo oggettivo il contratto che sta firmando.calcolo-estinzione-anticipata-mutuo

Esiste però anche un altro tipo di asimmetria informativa, quella da parte della banca.  Le banche attraverso l’asimmetria informativa detengono in toto il potere contrattuale nei rapporti contrattuali con l’altra controparte. Com’è possibile che da una minore conoscenza in questo caso derivi un vantaggio? Esse nel momento in cui elargiscono un mutuo o un finanziamento non sono in possesso di tutte le informazioni necessarie per una effettiva valutazione del livello di rischio dell’investimento. Propongono quindi ai clienti dei contratti standard, basati sul prendere o lasciare, che costringono spesso chi ha bisogno di attivare il contratto ad accettare dei tassi più alti di quelli che sarebbero quelli adeguati al rischio del loro progetto.

 

Le più diffuse anomalie finanziarie

Le anomalie finanziarie più diffuse in Italia sono anatocismo, usura bancaria e la commissione di massimo scoperto.

  • L’ anatocismo è la capitalizzazione degli interessi che si devono alla banca. Questi interessi quando il conto corrente è vittima di anatocismo vengono considerati come un capitale vero e proprio e su di essi vengono calcolati altri interessi. Sono i famosi interessi sugli interessi. Quindi alla fine di questo procedimento lo strumento iniziale non esiste più e si è venuto a creare un nuovo tipo di rapporto affetto da forti anomalie finanziarie che penalizza il debitore.
  • Si parla addirittura di usura bancaria quando il tasso di interesse di questo nuovo strumento supera le soglie dettate per legge. Nel caso in cui ci siano interessi usurari la clausola che ne stipula l’esistenza è nulla e non sono dovuti gli interessi. Il tasso soglia viene calcolato trimestralmente in base alle tabelle della Banca d’Italia.
  • La commissione di massimo scoperto (CMS) e’ quella percentuale che la banca applica sulla punta massima “saldo negativo” registrato durante il trimestre. La commissione di massimo scoperto (CMS) viene applicata per tutto il trimestre, anche se nel trimestre il cliente affidato e’ andato in “rosso” oltre fido per un solo giorno. Le clausole relative alla CMS, presenti nei contratti bancari, si limitano genericamente ad indicare come la percentuale applicata al conto, senza specificare su quali importi e per quali periodi venga applicata. Per tale motivo trattandosi di onere calcolato in percentuale, avrebbe una natura non dissimile da quella dell’interesse e quindi si tratterebbe di un onere occulto che si va a sommare all’interesse pattuito, remunerando due volte lo stesso servizio.

Anomalie finanziarie: La perizia econometrica

Per tutelarsi  si deve effettuare una analisi accurata delle anomalie bancarie si deve in primis verificare il rapporto con le banche e controllare la presenza di meccanismi anatocistici , di usura bancaria e di clausole irregolari. L’obiettivo è quello di stilare una perizia econometrica che metterà in risalto l’esistenza di anomalie finanziarie. La perizia econometrica servirà ad evidenziare due elementi:

  • Attraverso la sezione econometrica, il valore del versato e del dovuto. Vengono ricalcolati interessi, spese e oneri, e li si confrontano con quelli realmente da corrispondere, mettendo in evidenza quelli che sono stati indebitamente versati alle banche e agli istituti di credito.
  • Attraverso la sezione giuridica, le normative relative allo strumento finanziario che si è valutato. In questo modo si evidenziano le incogruenze con la normativa e viene, anche dal punti di vista legale, evidenziata ‘esistenza di anomalie finanziarie

 Nexthod Finance offre un servizio di analisi gratuita che in tempi brevi ti permetterà di capire se hai subito un comportamento scorretto da parte della banca e ti permette di avere delle condizioni contrattuali più favorevoli

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